UCI, non solo l’airbag: discusse diverse novità in ambito sicurezza e del modello di business

L’UCI lavora per risolvere le questioni della sicurezza e del sistema economico nel ciclismo. I massimi esponenti dell’Unione Ciclistica Internazionale si sono incontrati il 29 e 30 gennaio a Beveren, in Belgio, per discutere alcuni dei punti più rilevanti nel ciclismo di oggi. Oltre ad approvare il Calendario di Coppa del Mondo di Ciclocross 2026/2027, che per il momento esclude l’Italia, l’UCI ha stabilito i passi avanti da effettuare nei prossimi mesi. Il tema della sicurezza, naturalmente, resta in primo piano, in uno sport che va sempre più veloce e diventa sempre più pericoloso. Allo stesso modo, anche il modello di business del ciclismo è al centro di una serie di discussioni.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’UCI appoggia la realizzazione di airbag per i ciclisti. La novità tecnologica, già messa in pratica dal Team Picnic PostNL, prevede lo studio da parte di laboratori e aziende per pensare alla produzione di airbag leggeri da dare in dotazione a tutti i professionisti, così che possano essere usati come equipaggiamento insieme alla divisa della squadra.
Proseguirà l’esperimento dei cartellini gialli, che nel 2025 ha visto ben 270 “ammonizioni” comminate, di cui il 42% ai corridori e la parte restante allo staff delle squadre e a chi guida veicoli e moto per conto di organizzazione e media. Più del 90% dei sanzionati ha ricevuto soltanto un cartellino giallo: in tutto il 2025, sono state necessarie solo tre sospensioni, di cui una a un corridore e due a rappresentanti dei media.
Per il 2027, l’UCI ha pensato ad altre iniziative per la sicurezza. Come richiesto da alcuni organizzatori di corse, verrà fatta una guida standard per i cartelli con le indicazioni in corsa. È probabile (ma questo non viene specificato nel comunicato UCI) che verrà accolta la proposta di rendere diversi i colori dei cartelli in base al destinatario delle segnalazioni, che possono riguardare i corridori, le macchine in corsa o gli addetti ai lavori. Inoltre saranno aggiunte misure protettive in aree critiche del percorso: l’UCI intende usare ex velocisti professionisti per chiedere di individuare punti delicati nei finali. Tra le possibili novità ci sono anche lo studio di transenne migliori per i finali e un progetto per il distaccamento delle ruote in caso di caduta, condotto con il Politecnico di Milano.
Per quanto riguarda invece il business economico del ciclismo, l’UCI promette di “rilanciare discussioni sulla riforma del settore con tutti gli stakeholder rilevanti”. Nei prossimi giorni quindi ci saranno incontri con membri di CPA, AIGCP e AIOCC per capire le aspettative di ogni parte in causa e cercare soluzioni riguardanti il modello organizzativo sui temi più importanti: calendario, formato delle corse, internazionalizzazione, copertura televisiva, modello economico, sostenibilità. Da questo punto di vista, quindi, non ci sono novità, se non la volontà di intraprendere un discorso con tutte le parti coinvolte.
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